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STORIA DI POSMON
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La zona di Posmon, grazie alla sua posizione ai piedi delle Rive e alla peculiarità di avere una falda acquifera che scorre sotto la sua superficie, ha avuto insediamenti umani già da millenni addietro. Sono noti infatti gli scavi in corso che stanno portando alla luce una necropoli preromana e documentazioni storiche raccontano che furono visibili per secoli i resti delle mura di un accampamento romano.

Fu in seguito un feudo dei Collalto e durante la dominazione della Serenissima vi furono erette diverse ville tra le quali si distingue Villa Pola,con il suo pregiato affresco raffigurante le gesta di Carlo Magno,Villa Van Axel, al cui interno si trovano le prime raffigurazioni ad affresco di Venezia e Piazza dei Signori di Treviso,Villa Giustinian Rinaldi, Villa Contarini etc..

Lo sfruttamento della falda acqui-fera,attraverso numerosi pozzi artesiani, permise lo sviluppo di un villaggio che ebbe tra le sue attività principali la coltivazione delle verdure. L’importanza dei pozzi per questa zona è sottolineato dal fatto che lo stesso nome “Posmon”, deriva da pos bon cioè pozzo buono.

Nel 1991, allo scopo principale di sostenere la squadra che rappresentava il quartiere nel Palio del Vecchio Mercato, nacque il Comitato Festeggiamenti di Posmon.

Ultimo aggiornamento Martedì 09 Giugno 2009 16:16
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 I QUARTIERI SCOMPARSI E LA STORIA DIMENTICATA

La divisione amministrativa di Montebelluna è stata completamente stravolta a partire dal secondo dopoguerra, quando è stata abbandonata la trasmissione orale del sapere tra le generazioni. Così i tre quartieri millenari di Visnà, Pieve e Posmon sono spariti, cancellati o assorbiti da nuove parrocchie e da recenti insediamenti. Un torto alla storia della Città, che andrebbe riparato. Perché con la memoria si perde anche l’identità dei luoghi. E delle genti che li abitano.

"Una delle situazioni più stupefacenti di Montebelluna è la mancanza di un quadro territoriale che individui e delimiti con precisione le frazioni (o parte di esse) che compongono il territorio comunale. L’unica, formale, suddivisione territoriale è stata elaborata dall’ISTAT quindici anni fa e si trattò di un’operazione funzionale al censimento, senza alcun criterio rispettoso della storia e della scientificità. Poiché lo strumento amministrativo manca, il buon senso suggerisce di rivolgersi alla storia e alla conoscenza reale che essa produce. La nuova segnaletica posizionata di recente ai confini territoriali delle antiche e nuove frazioni si presta così ad alcune precisazioni.
Come si può notare dall’elaborazione della cartografia di fine Ottocento riprodotta qui accanto, le frazioni storiche della città sono sempre state sette, sino a tutta la prima metà del Novecento: Posmon, Visnà, Pieve, Guarda, Caonada, Biadene, Pederiva-Marcà. Busta, Contea, Sant’Andrea e San Gaetano erano località rispettivamente di Posmon, Visnà e Pieve.
Ultimo aggiornamento Martedì 09 Giugno 2009 16:16
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